Testimonianze

CoDA, come afferma l’Ottava Tradizione, è un’associazione non professionale: non diamo definizioni sulla codipendenza.

 

Ciò che possiamo offrire sono le testimonianze di codipendenti in recupero.

 

Le testimonianze non rappresentano CoDA nel suo insieme, ma rappresentano l'esperienza dei singoli membri. Molto spesso è possibile leggervi di altri disturbi e peculiarità quali: depressione, ansia,

panico, difficoltà nel superare la fine di un rapporto, dipendenza affettiva, dipendenza verso i figli, "sindrome della crocerossina", stacanovismo, amare troppo, amore ossessivo, gelosia patologica, paura della solitudine, abbandono tradimento, separazione, rapporti "vittima e carnefice", mobbing nella coppia, molestie e violenze, stalking.

 

Per una più semplice consultazione le testimonianze sono state "etichettate" in base ai termini qui a lato.

Viaggi dolorosi

"Sii un uomo... Nascondi i tuoi sentimenti... Gli uomini non piangono...".
Per quanto io possa tornare indietro con la memoria, questi erano i messaggi che ricevevo dalla mia famiglia.

 

Lettera a mister Hyde

Ho ricevuto, grazie a Dio, una telefonata che mi ha distratto dalla mia tristezza.
Dopo aver parlato con la sponsorizzata delle sue questioni, mi sono sentita alleggerita di un poco dalle emozioni in circolo.
Avevo già messo nel mio “vaso della posta a Dio” il mio affidamento, e mi stavo chiedendo perché amavo tanto stare attaccata a questo sentimento.

Un viaggio nel recupero

Ricordo ancora il buio, il gelo, il ghiaccio della sera in cui mio marito se ne andò di casa mentre ero al lavoro. Ricordo la stanza grigia della guardia medica dove mi portò quella sera stessa una mia amica. Le parole del medico mentre mi porgeva un bicchierino di plastica con delle gocce di calmante. "E' solo una separazione. Sono cose che succedono ogni giorno. Starà bene".

Dalla follia alla nuova vita

Ciao a tutti, mi chiamo Michela sono una codipendente, oggi: tanto felice di esserlo. Ci sono voluti diversi anni della mia vita per comprendere che "ho un problema", capirlo non è stato semplice quando alcune convinzioni  sono talmente radicate nel profondo del mio essere, inabissate e difficili da individuare.

Comincio da me

Ho accettato l'idea che in me c'era confusione, ma che potevo considerarla come la nebbia che limita la visuale, che ti invita alla prudenza nel muoverti, ti sollecita a fare attenzione, a fermarti se necessario, e se sbaglio strada perché mi disoriento, mi ricordo che la nebbia è uno stato transitorio e che io ho solo da migliorare le mie abilità; conta il progresso ed il distacco emotivo; mi...

Ho perdonato

Ho cominciato a frequentare CoDA a causa dei miei rapporti di dipendenza dagli uomini e dopo 2 intervalli ora frequento regolarmente almeno una volta alla settimana, dalla dipendenza non si guarisce, ma si può spostare ed io ambisco spostarla verso il mio Potere Superiore.

Sono felice

Sono felice. Ho quasi paura a scriverlo, in me c'è una vocina che, a questa affermazione, è subito pronta a rispondere: "Felice? Addirittura? Casomai, un po' serena!". Io ringrazio questa vocina. L'ascolto. Poi ripeto: sono felice. E me lo voglio ricordare, voglio fare una scorta di felicita per i momenti di "magra".

Diventare me stessa

Proprio in questi giorni ricorre il mio primo compleanno CoDA. Ho deciso di non festeggiarlo, e non ho capito neanche bene perché, ma in qualche modo gli sto rendendo omaggio scrivendo questa  testimonianza.

Nessuno è perfetto

Sto ascoltando la condivisione di un'amica; ne ho sentite molte in questi due giorni, eppure solo ora mi scopro a piangere. Non che le altre storie non fossero commoventi, ma in un certo senso questa mi riguarda più da vicino.

Sessualità e codipendenza

Nella mia storia personale sessualità e codipendenza sono state da sempre strettamente correlate. Provengo da una famiglia disfunzionale, malata di codipendenza, alcolismo e dipendenza sessuale (anoressia e compulsione). Tutto ciò che ho appreso sul sesso, e che credevo normale, era in realtà alterato e patologico.

Una testimonianza

Il Terzo Passo è stato l'avvio di un percorso che ha dato frutti. In concreto il mio affidamento è avvenuto con la scelta di ubbidire alle indicazioni di un medico tossicologo, che mi ha preso  in terapia a condizione che io frequentassi un gruppo dei Dodici Passi. C'è voluto un anno e sei mesi per uscire dalla fase dei pensieri ossessivi: la diagnosi? Depressione reattiva.

Un cammino che dura tutta la vita

Frequento i gruppi CoDA da più di due anni; ho vissuto su me stesso il rifiuto del programma di recupero, la superficialità con la quale l'ho affrontato, la lotta e la resistenza per non cambiare i miei vecchi stili di vita autodistruttivi, la scoperta della "necessità" di un cambiamento, il dolore e la sofferenza per la consapevolezza e l'accettazione della mia condizione di codipendente, il...

Gratitudine non solo personale

Stavo riflettendo sul modo in cui sono stata trattata da una mia datrice di lavoro e su come questo mi abbia fatto sentire umiliata. C'è una situazione con questa persona, di clima emotivo poco chiaro, in cui mi sento allertata continuamente, per mettere e rimettere i miei confini.

Poesia

Quando un amore finisce e ti viene consegnato un dolore

che con il tempo diventa insopportabile

come lo sono le notti e la mente prigioniera di un punto fisso.

E' nell'impossibilità di uscire da quella agonia

che ti avvicinerai a quell'azione che ti porterà al nulla, al buio infinito.

In quel momento, sarà il coraggio e non la paura

Cosa è CoDA per me

La frequentazione dei gruppi e il lavoro sul Programma, con l'aiuto del mio Sponsor, mi hanno dato quella speranza nella vita che non provavo più da tanto tempo. I problemi li affronto in modo diverso e con l'aiuto del mio Potere Superiore, come io lo posso concepire mi sento libera di fare le mie scelte, finalmente sapendo che ho la possibilità di scegliere.

 

Ero, cioè non ero, adesso sono!

Tra donne che amano troppo o male ci sono anche uomini. Sono Pino uno di questi.

Della serie: atteggiamenti co-dipendenti

Mi rendo conto, alla metà del mattino, che quando dico "possano le persone che mi stanno a cuore essere libere da paura e da pericolo...", mi viene una domanda: perché mi stanno a cuore?

Perché ho bisogno di questo gruppo

Io ho bisogno del gruppo e del programma CoDA con tutti gli strumenti di recupero che offre. Per me le relazioni affettive con l'altro sesso sono sempre state fonte di sofferenza. Ho iniziato a soffrire nell'adolescenza, quando ho cominciato ad innamorarmi. Essere innamorata era da me vissuto come una colpa, qualcosa da nascondere.

L'amore è un'altra cosa

Nell'estate 2006, una donna che frequentava un gruppo Coda, conosciuta in vacanza, sentendo i racconti delle mie sfortunate relazioni con gli uomini, mi informò dell'esistenza del gruppo nella mia città. Mi sono avvicinata al gruppo con titubanza ma ben presto mi sono riconosciuta in molti comportamenti codipendenti elencati nella letteratura e nelle storie dei compagni di percorso.

Il mio cammino interiore

Quattro anni fa ho intrapreso un cammino interiore. Un cammino fatto di salite e di discese e ciò non mi dispiace affatto poiché mi basta solo girarmi indietro per guardare la mia vita passata, una vita trascorsa nella menzogna, nella meschinità, nell`inganno ai danni di me stessa e degli altri.

Lo scambio di ruoli tra me e mia madre

Dopo aver fatto ieri il lavoro sui Passi ed aver elaborato la dinamica dello scambio di ruoli con mia madre capitata in una circostanza proprio ieri mattina, ho tentato di parlare con lei spiegandole dove fosse l'inversione di ruoli che lei puntualmente mi propone.

Come la codipendenza ha condizionato la mia vita

La codipendenza ha reso la mia vita pesante, difficile, una lotta incessante per ottenere e poi mantenere, l'affetto, l'attenzione e l'approvazione prima dai genitori (a loro volta problematici) e poi da uomini altrettanto problematici.

Seconda tradizione

La Seconda Tradizione ci invita all'unità. E' importante che una volta aperti i gruppi lo rimangano. Questo può avvenire con la partecipazione di ciascuno di noi, attraverso il servizio. Cosa significa coscienza di gruppo?

Decimo Passo

A me il Decimo Passo piace. Mi fa sentire al sicuro. Sicura che ovunque, in qualsiasi momento, ho uno strumento per andare a guardare cosa sta andando bene e cosa deve essere ancora migliorato.

Affermazioni positive 2

Il mio Potere Superiore è entrato nella mia esperienza quotidiana, mano a mano che prendevo contatto con le mie emozioni. La presenza di qualcosa di più grande di me e che può fare per me quello che io non posso fare mi dà la fiducia che c'è sempre una soluzione e questo mi aiuta ad accettare gli altri ed accettare me stessa.

 

Pagine