Affermazioni positive 2

Il mio Potere Superiore è entrato nella mia esperienza quotidiana, mano a mano che prendevo contatto con le mie emozioni. La presenza di qualcosa di più grande di me e che può fare per me quello che io non posso fare mi dà la fiducia che c'è sempre una soluzione e questo mi aiuta ad accettare gli altri ed accettare me stessa.

 

Mi ero distaccato profondamente dalla religiosità tradizionale, che sentivo troppo legalista, autoritaria e limitata. Però in certi momenti particolarmente intensi avevo provato il desiderio di entrare di nuovo in contatto con qualcosa di superiore.

 

In CoDA ho trovato quel che cercavo: il Programma mi ha dato il suggerimento semplice e geniale di immaginare io qual era e come era questo Potere a cui affidarmi. Un tale Potere, che può fare per me ciò che né io né gli altri hanno potuto fare, è stata la molla potente che mi ha proiettato al di là di tutte le limitazioni che potevo avere ereditato dalla mia educazione e dalla mia famiglia. Prima del Programma, qualunque esperienza e qualunque psicoterapia sembrava arrestarsi di fronte ai limiti imposti dai condizionamenti del passato: il Potere Superiore no.

 

Ho bisogno di mantenere con costanza e coltivare questa presenza, perché altrimenti la malattia della dipendenza dalle relazioni si impossessa di nuovo di me, può rovinare e degradare anche relazioni sane e farmi tornare indietro:
so che solo con i miei mezzi non posso evitare di combinare di nuovo dei pasticci.
Il bene più grande che mi viene da questo rapporto è l'alleggerimento del senso di responsabilità: alla sua presenza sento che non dipende più tutto da me, che ci sono cose e situazioni che vanno accettate e basta.

L'immagine di Potere Superiore che avevo prima è cambiata con il mio ingresso in CoDA. La mia grande difficoltà è continuare ad affidare la cura della mia vita: trovo molto duro lasciare andare il controllo. Quando gli affido una situazione difficile penso che Lui sì che è in grado di affrontarla, questo mi basta per fare semplicemente silenzio e dire: Pensaci Tu. Questo mi fa tornare a un atteggiamento interiore di accettazione e affidamento.
Appena entrato in CoDA accettazione e affidamento per me erano concetti ostici; confondevo accettazione con rassegnazione (nel suo senso peggiore):
poi qualcuno mi ha spiegato che accettare non significa necessariamente che ciò debba anche piacerci; come ci insegna la Preghiera della Serenità.

 

Io non so, non posso e non voglio dare definizioni e dimostrazioni del Potere Superiore e della sua esistenza; ma un fatto c'è e rimane: da quando ho fatto affidamento su di Lui grandi cambiamenti, oggettivi e verificabili, si sono prodotti nella mia vita, mentre prima anni di terapie arrivavano al massimo a produrre una comprensione mentale, anche molto chiara, di ciò che non andava e di che cosa avrei dovuto fare, ma le conseguenze pratiche sulla mia vita erano scarse e di breve durata. Quante volte nel passato non aver potuto fare a modo mio mi ha salvato da situazioni e relazioni che a vederle ora, alla luce del recupero, mi appare chiaro quanto sarebbero state disastrose per me.
Sono pur sempre una codipendente ma con la consapevolezza che affidando al mio Potere Superiore, i miei pensieri ossessivi e distruttivi fermandoli sul nascere mi sento subito meglio.

 

La presenza di un Potere Superiore nella mia vita ha risvegliato in me la creatività. Sentirmi piccola di fronte all'Universo è per me un sentimento intenso e positivo attraverso questo contatto mi risano nel Suo immenso Amore.

 

Gruppo del mercoledì di Torino