Viaggi dolorosi

"Sii un uomo... Nascondi i tuoi sentimenti... Gli uomini non piangono...".
Per quanto io possa tornare indietro con la memoria, questi erano i messaggi che ricevevo dalla mia famiglia.

 

Mio padre, mia madre, ed anche mia nonna, usavano dire: "Non piangere; non è niente; va tutto bene; stai attento a non dire mai la cosa sbagliata; lascia i segreti in casa, non farli uscire, potresti ferire i sentimenti di qualcuno".
Posso vedere l'immagine di me e mia sorella, quando avevamo 4 o 5 anni, seduti davanti al portico della nostra casa. lo ero il fratello maggiore che non era mai disponibile per lei. Quest'immagine mi da una sensazione di paura, non di fiducia. Guardando indietro, mi sento come se stessi osservando due bambini in un campo di prigionia. Mi fa sentire molto triste; è qualcosa che pensavo di aver bloccato.

 
Il posto più sicuro era lontano da mio padre. Quando era a casa, era sempre in collera; non gli piaceva mai niente di ciò che facevamo. Man mano che gli anni passavano, la cosa più sicura da fare era non dire niente, nella speranza che egli non ci rimproverasse.

Era un tiranno alcolizzato, un uomo pigro e violento che non sapeva amare. L'unica occasione in cui ci abbracciava era quando era ubriaco.

Siete mai stati abbracciati da un ubriaco?

Fa male.

 

Le foto di famiglia erano tutte tristi. Le uniche foto che ci ritraggono felici non sono quelle con la famiglia, ma con gli amici.
E molti dei messaggi che ho ricevuto durante la crescita mi dicevano che non ero abbastanza buono, che ero stupido e che dovevo impegnarmi di più. lo desideravo poter essere di nuovo un bambino. Non portavamo mai gli amici a casa nostra perché sia mamma che papà potevano essere ubriachi; era troppo imbarazzante.

La mia più grande paura era la cinghia. Che grandi strumenti aveva la mia famiglia: paura, rabbia, odio e pregiudizi. Allora pensavo di avere una famiglia normale. Poi ho capito che avrei potuto avere qualcosa di meglio di ciò che mia sorella ed io abbiamo sopportato.

Mi sentivo veramente felice, come un bambino dovrebbe essere, solo quando ero lontano da casa e giocavo con i miei amici, ed ho portato questa abitudine nel mio matrimonio, sempre pensando che fosse un comportamento normale. Lavoravo molte ore all'inizio, ma trovavo sempre il tempo per giocare, e ho giocato. Mi sono accorto che quando i miei figli iniziarono a crescere non volevano stare con me, né fare niente con me. Quando facevamo qualcosa era solo per compiacermi e io pensavo di stare assolvendo ai miei doveri paterni: "la cosa giusta".
Per me era normale bere, giocare, divertirmi, ma mai con la mia famiglia.

 
Dovevo curarmi di me stesso, proprio come quando ero bambino.
Durante quegli anni avevo della relazioni con altre donne, che giustificavo sempre; non era mai colpa mia, era colpa di mia moglie. Mi piaceva vivere in un mondo maschilista pieno di modelli ambigui che quasi tutti gli uomini di mia conoscenza seguivano.
Ho sempre pensato al fatto che stavo conducendo una triplice vita. Nella mia mente ero convinto di essere un ottimo padre. Provavo a stare con i bambini, ma c'era sempre il lavoro, il golf, il bowling e i clubs che io anteponevo ai miei ragazzi. Quando ero con loro, dovevano comportarsi bene altrimenti mi arrabbiavo o trovavo il modo di andarmene. Non erano mai abbastanza buoni per me e non facevano le cose bene. Ripetevo ciò che avevo imparato! Che burla sono stati i miei anni di matrimonio, di mancanza, vivendo una continua bugia, totalmente assente per mia moglie e la famiglia.

 
Infine accade: il mio bere, andare a donne, andare alle feste, e lo stress, mi provocarono un attacco di cuore.
Quello mi fermò?

Solo per un po'; infine il divorzio che seguì mi fece fermare e riflettere, ma era troppo tardi. Presi la decisione di trasferirmi in un altro stato ed iniziare una nuova vita da scapolo. Desideravo iniziare la mia nuova vita dicendo a mia moglie la verità riguardo la mia infedeltà durante il matrimonio, cosa che avevo rifiutato di fare durante tutto il periodo della terapia familiare.
Il codice di un uomo è: mentire, mentire, mentire, ed io ero così stanco di vivere mentendo. Volevo la verità. Credo che da quel giorno sia iniziato il mio recupero, pur non conoscendo il Programma.
Il trasferimento nel Sud Ovest mi fece conoscere un gruppo che praticava il Programma dei Dodici Passi, e che diventò la mia famiglia per 3 anni, poi un altro trasferimento mi portò in CoDA, in un gruppo formato esclusivamente da uomini. Questi gruppi mi hanno dato fiducia in me stesso e in un Potere Superiore.
La relazione con la mia famiglia continua a migliorare di giorno in giorno.

 
Ora ho un buon rapporto con mio figlio, che amo moltissimo. Stiamo lavorando su amicizia, verità e perdono. Ora sono capace di dire: "Ho sbagliato, ho fatto un errore; mi dispiace, perdonami." Tutte parole nuove per me!
Amo tanto le mie figlie e mi sto sforzando di trovare il modo per farglielo sapere, ma i nostri rapporti sono appena iniziati. La mia presenza incondizionata è difficile da accettare per loro, ma non voglio smettere di provare. Questo lavoro di recupero non è facile; c'è tanto rifiuto e sfiducia da parte loro, ma non più come all'inizio. Prendo tutto un giorno alla volta e le ricompense sono grandi con tutta la mia famiglia. Mia moglie e la famiglia sono tutto per me. Continuo ad andare avanti, e funziona!

 

Jake - USA